Francesco Sbalchiero
Professore di chimica industriale, chimica organica, chimica analitica, chimica inorganica, chimica-fisica. Proprietar…
Cosa sono gli ossiacidi e come si formano
Gli ossiacidi sono una classe fondamentale di composti ternari della chimica inorganica, costituiti da idrogeno, un non metallo e ossigeno. Si ottengono generalmente dalla reazione tra acqua e ossidi acidi (anidridi), processo che porta alla formazione di specie acide in grado di liberare ioni H⁺ in soluzione acquosa, Figura 1.
Questa capacità di ionizzazione li rende centrali nello studio delle reazioni acido-base e del pH.
La loro struttura segue uno schema ben preciso (H–non metallo–O), che consente di riconoscerli immediatamente e distinguerli da altre classi di composti.
Nomenclatura tradizionale degli ossiacidi
La nomenclatura tradizionale degli ossiacidi è ancora molto utilizzata e deriva direttamente dal nome dell’anidride corrispondente.
La trasformazione è semplice: si sostituisce il termine “anidride” con “acido” e si adatta il suffisso finale.
Il nome del non metallo assume il suffisso -oso quando si trova nello stato di ossidazione più basso (Figura 2) e -ico quando si trova nello stato di ossidazione più alto, Figura 3.
Se il non metallo può assumere più di due numeri di ossidazione (da +1 a +7), si introducono anche i prefissi ipo- (per il più basso, +1) e per- (per il più alto, +7).
Questo sistema, sebbene meno sistematico rispetto alla IUPAC, è molto utile per comprendere rapidamente il comportamento chimico del composto, Figura 4.
Nomenclatura IUPAC degli ossiacidi
La nomenclatura IUPAC degli ossiacidi è più rigorosa e sistematica. Il nome del composto è formato dal termine “acido” seguito dal nome del non metallo con suffisso -ico, indipendentemente dal numero di ossidazione, che viene invece specificato tra parentesi in numeri romani.
Inoltre, si utilizza il prefisso osso- (preceduto eventualmente da prefissi numerici come di-, tri-, tetra-) per indicare il numero di atomi di ossigeno presenti nella molecola. Ad esempio, un composto può essere denominato come “acido triossonitrico (V)”.
Questo approccio permette di descrivere in modo univoco la composizione del composto e ha inglobato di fatto anche la nomenclatura di Stock, Figura 5.
Come ricavare la formula dal nome: esempio pratico
Uno degli aspetti più importanti nello studio degli ossiacidi è la capacità di passare dal nome alla formula. Prendiamo come esempio l’acido carbonico.
Dal nome possiamo dedurre che si tratta di un ossiacido contenente carbonio, con il suffisso -ico che indica il numero di ossidazione più alto del carbonio (+4).
Sapendo che l’idrogeno ha numero di ossidazione +1 e l’ossigeno -2, possiamo costruire la formula imponendo che la somma totale sia zero.
Se la combinazione iniziale non porta a un numero intero, si aggiusta il numero di atomi di idrogeno fino a ottenere un equilibrio corretto. In questo caso si ottiene la formula H₂CO₃, che soddisfa la neutralità elettrica del composto, Figura 6.
Come assegnare il nome partendo dalla formula
Il procedimento inverso consiste nel determinare il nome di un ossiacido a partire dalla sua formula. Consideriamo ad esempio HClO₇. La presenza di idrogeno, cloro e ossigeno indica immediatamente che si tratta di un ossiacido.
Per assegnare il nome, è necessario determinare il numero di ossidazione del cloro imponendo che la somma dei contributi degli elementi sia zero.
Una volta calcolato il valore (+7), si può procedere con la nomenclatura: nella tradizionale si utilizza il prefisso per- e il suffisso -ico, ottenendo acido perclorico; nella IUPAC, invece, si parlerà di acido eptaossoclorico (VII). Entrambi i nomi sono corretti e accettati. Alcuni esempi sono riportati in Figura 7.
Proprietà chimiche e importanza degli ossiacidi
Gli ossiacidi svolgono un ruolo cruciale nella chimica, sia teorica che applicata. In soluzione acquosa si dissociano liberando ioni H⁺, contribuendo all’acidità della soluzione e influenzando numerosi processi chimici e biologici.
La loro comprensione è fondamentale per lo studio delle reazioni di neutralizzazione, della chimica ambientale e di molti processi industriali. Inoltre, la padronanza della loro nomenclatura consente di interpretare correttamente formule e reazioni, rendendo più semplice l’approccio a temi più avanzati della chimica.
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Fonti
- Canale YouTube Frank Explains: https://www.youtube.com/watch?v=EdLJNW0dT40