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Nitriti e Nitrati negli alimenti: chimica e sicurezza alimentare

chimica organica
23 Gennaio 2026
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Pietro Leone Germano

Chimico Industriale laureato all'Università di Padova. Mi piace insegnare e crescere insieme alle persone che mi circon…

Immagine di copertina di Nitriti e Nitrati negli alimenti: chimica e sicurezza alimentare

Nel dibattito sulla sicurezza alimentare, nitriti e nitrati occupano una posizione particolarmente controversa. Spesso percepiti come additivi da evitare, questi composti sono invece centrali nella chimica degli alimenti, influenzando direttamente la sicurezza microbiologica, la qualità tecnologica e il profilo sensoriale di molti prodotti.

Analizzare i meccanismi chimici di azione, le condizioni di utilizzo e i limiti normativi permette di comprendere perché nitriti e nitrati continuino a essere impiegati, e in quali casi possano presentare criticità reali.

Nitriti e nitrati negli alimenti: natura chimica, meccanismo di reazione e funzione tecnologica

Dal punto di vista chimico, i nitrati sono sali derivati dall’acido nitrico (HNO₃) e contengono lo ione NO₃⁻, caratterizzato da uno stato di ossidazione elevato e da una buona stabilità. I nitriti, derivati dall’acido nitroso (HNO₂) e contenenti lo ione NO₂⁻, sono più reattivi e chimicamente instabili.

nitrito e nitrato
Figura 1: Ione nitrito e nitrato.

Questa differenza di reattività spiega il diverso ruolo tecnologico nei processi alimentari: i nitrati fungono spesso da riserva da cui si genera lentamente il nitrito attivo.

Nei prodotti a base di carne, i nitrati vengono convertiti in nitriti e quindi in ossido nitrico (NO) in ambiente debolmente acido. Il NO si coordina al ferro (Fe²⁺) del gruppo eme della mioglobina (Mb), formando nitrosomioglobina, il complesso responsabile del tipico colore rosato dei salumi.

$$ \mathrm{Mb{-}Fe^{2+} + NO \;\longrightarrow\; Mb{-}Fe^{2+}{-}NO} $$

In seguito alla cottura, questo complesso si trasforma in nitrosoemocromogeno, mantenendo il colore anche nelle carni cotte.

$$ \mathrm{Mb{-}Fe^{2+}{-}NO\; \longrightarrow\; Fe^{2+}{-}eme{-}NO} $$

Parallelamente, l’ossido nitrico esercita un’importante azione antimicrobica contro batteri pericolosi come Clostridium botulinum, interferendo con enzimi chiave del metabolismo batterico e contribuendo alla sicurezza microbiologica dei prodotti.

Queste reazioni spiegano perché nitriti e nitrati siano difficili da sostituire nei prodotti tradizionali senza comprometterne qualità e sicurezza.

Utilizzo, limiti di legge e sicurezza alimentare

I nitriti (E 249–E 250) e i nitrati (E 251–E 252) sono additivi regolamentati a livello europeo.

Il Regolamento (UE) 2023/2108 modifica l’Allegato II del Regolamento (CE) n. 1333/2008 e l’Allegato del Regolamento (UE) n. 231/2012 per stabilire limiti più restrittivi nell’uso di questi additivi a partire dal 9 ottobre 2025, con applicazione graduale anche nel 2026 in alcune categorie alimentari.

Nelle carni trasformate e in altri prodotti alimentari, i limiti di aggiunta espressi in ioni NO₂⁻ e NO₃⁻ sono stati ridotti rispetto ai valori precedenti, con l’obiettivo di ridurre l’esposizione complessiva e la potenziale formazione di nitrosammine senza compromettere la sicurezza microbiologica:

  • Nitriti: limiti ridotti a 80 mg/kg per prodotti generali e 55 mg/kg per prodotti sterilizzati (corrispondenti rispettivamente a ca. 120 mg/kg e 82 mg/kg di nitrito di sodio), con livelli residui massimi di 25–50 mg/kg NO₂⁻ a seconda del prodotto.

  • Nitrati: limiti variabili in funzione della categoria e del processo tecnologico, con componenti come selvaggina stagionata o formaggi che seguono scadenze specifiche (dal 9 ottobre 2025 o 2026) e valori ridotti rispetto al passato.

Queste modifiche consentono di monitorare meglio sia la quantità aggiunta sia il contenuto residuo di nitriti e nitrati nei prodotti finiti.

Formazione delle nitrosammine

Come anticipato, la criticità più importante dal punto di vista chimico riguarda la possibilità che i nitriti reagiscano con ammine secondarie presenti negli alimenti per formare nitrosammine, composti con provata attività genotossica. La reazione di formazione generale è:

$$ R_2NH + NO_2^- + H^+ \rightarrow R_2N-NO + H_2O $$

Alcune nitrosammine sono state identificate come genotossiche e potenzialmente cancerogene.

Tra le più note in ambito alimentare figurano N-Nitrosodimetilamina (NDMA), N-Nitrosodietilamina (NDEA)N-Nitrosopiperidina (NPIP) e N-Nitrosopirrolidina (NPYR). Questi composti possono reagire con componenti del DNA in cellule viventi, portando a danni genetici e, nel lungo periodo, ad alterazioni che promuovono l’insorgenza di tumori.

nitrosammine
Figura 2: Da sinistra a destra, N-Nitrosodimetilamina (NDMA), N-Nitrosodietilamina (NDEA), N-Nitrosopiperidina (NPIP) e N-Nitrosopirrolidina (NPYR).

I nitrati, sebbene chimicamente meno reattivi, possono contribuire in modo indiretto alle nitrosamine quando sono ridotti biologicamente a nitriti.

Dose Giornaliera Ammissibile e Classificazione IARC

L’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) ha fissato una Dose Giornaliera Ammissibile (ADI) pari a 0,07 mg/kg di peso corporeo per i nitriti (NO₂⁻) e 3,7 mg/kg di peso corporeo per i nitrati (NO₃⁻). Questi valori includono margini di sicurezza e sono stati uno dei criteri per aggiornare i limiti di utilizzo.

La IARC (International Agency for Research on Cancer) non classifica nitriti e nitrati in sé come cancerogeni, ma ha inserito il consumo di carni lavorate nel Gruppo 1 (cancerogeno per l’uomo), distinguendo chiaramente il ruolo del contesto alimentare e delle reazioni chimiche come la formazione di nitrosammine.

Conclusioni

L’analisi chimica di nitriti e nitrati negli alimenti mostra che il loro impatto sulla salute non può essere considerato in modo assoluto: è necessario valutare reattività chimica, dose e contesto tecnologico.

I nitriti offrono benefici chiari in termini di sicurezza microbiologica e qualità dei prodotti, ma la loro capacità di partecipare alla formazione di nitrosammine giustifica limiti d’uso sempre più stringenti e strategie di mitigazione.

Il Regolamento (UE) 2023/2108 incarna questo approccio, imponendo limiti più restrittivi e introducendo il monitoraggio dei residui in funzione dell’ADI.

In questo modo, l’uso di nitriti e nitrati può essere gestito in modo scientificamente fondato, garantendo sicurezza alimentare senza semplificare o allarmare impropriamente il consumatore.

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Fonti

  • 1) Yin Zhang, Yingjie Zhang, Jianlin Jia, Haichuan Peng, Qin Qian, Zhongli Pan, Dayu Liu,
  • Nitrite and nitrate in meat processing: Functions and alternatives, Current Research in Food Science, Volume 6, 2023, 100470, ISSN 2665-9271, https://doi.org/10.1016/j.crfs.2023.100470.
  • 2) P.A. Morrissey, J.Z. Tichivangana, The antioxidant activities of nitrite and nitrosylmyoglobin in cooked meats, Meat Science, Volume 14, Issue 3, 1985, Pages 175-190 https://doi.org/10.1016/0309-1740(85)90063-4.
  • 3) https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202401225
  • 4) https://www.chimicifisici.it/wp-content/uploads/2019/11/Galaverna_presentazione-Sinfonia-elementi.pdf

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