Esiste davvero il "carbone pulito"?
Pietro
AdminIl termine "carbone pulito" indica un insieme di tecnologie volte a ridurre le emissioni di CO₂ e degli inquinanti nella produzione di elettricità da carbone.
Il carbone è ancora ampiamente utilizzato negli Stati Uniti e in molte altre economie perché è economico, abbondante e facilmente trasportabile. Tuttavia, a parità di energia prodotta, emette più anidride carbonica rispetto agli altri combustibili fossili, con un impatto rilevante sul clima.
Come ridurre l’impronta carbonica di un combustibile così diffuso?
La risposta è nell’innovazione chimica e impiantistica. L’uso di leghe avanzate resistenti ad alte temperature e pressioni aumenta l’efficienza fino al 25%, permettendo di consumare meno carbone per ogni kWh prodotto.
Un’altra strategia è la gassificazione, che trasforma il carbone in gas di sintesi (CO e H₂) depurabile prima dell’utilizzo.
Infine, la cattura e stoccaggio della CO₂ (CCS) consente di separare e immagazzinare l’anidride carbonica nel sottosuolo.
Anche i combustibili tradizionali possono essere ripensati attraverso innovazione tecnologica e controllo dei processi chimici.